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WorksheetsGeometria euclidea dello spazio
Total questions: 86
Worksheet time: 16hrs 44mins
Il secondo assioma di appartenenza afferma che
fissati due punti in un piano la retta passante per questi punti giace interamente nel piano
fissati tre punti in un piano la retta passante per questi punti giace interamente nel piano
fissati due punti nello spazio la retta passante per questi punti giace interamente nello spazio
fissati tre punti nello spazio la retta passante per questi punti giace interamente nello spazio
Il terzo assioma di appartenenza afferma che
lo spazio contiene infiniti piani, infinite rette, infiniti punti
lo spazio contiene solo infiniti piani
lo spazio contiene solo infinite rette
lo spazio contiene solo infiniti punti
L'assioma di partizione afferma che un qualunque piano divide lo spazio i due regioni (semispazi) tali che
a.Due punti di una stessa regione sono estremi di un segmento che non interseca il piano
b.Due punti di regioni diverse sono estremi di un segmento che interseca il piano
a.Due punti di una stessa regione sono estremi di un segmento che interseca il piano
b.Due punti di regioni diverse sono estremi di un segmento che non interseca il piano
a.Due punti di una stessa regione sono estremi di un segmento parallelo al piano
b.Due punti di regioni diverse sono estremi di un segmento perpendicolare al piano
a.Due punti di una stessa regione sono estremi di un segmento perpendicolare al piano
b.Due punti di regioni diverse sono estremi di un segmento parallelo al piano
Se due rette nello spazio appartengono a uno stesso piano, si dicono
complanari
sghembe
parallele
incidenti
Due rette complanari possono essere
parallele o incidenti
parallele e incidenti
sghembe e incidenti
sghembe e parallele
Due piani nello spazio sono incidenti
se hanno in comune solo una retta
se hanno in comune infinite rette
se non hanno rette in comune
se sono coincidenti
Due piani nello spazio sono paralleli
se non hanno in comune alcun punto o sono coincidenti
solo se sono coincidenti
solo se hanno una retta in comune
solo se non hanno rette in comune
Una retta nello spazio può essere
appartenente ad un piano se tutti i suoi punti appartengono al piano
incidente ad un piano se tutti i suoi punti appartengono al piano
parallela ad un piano se tutti i suoi punti appartengono al piano
perpendicolare ad un piano se tutti i suoi punti appartengono al piano
Una retta nello spazio può essere
incidente al piano se ha un solo punto in comune con il piano
incidente ad un piano se ha tutti i suoi punti in comune con il piano
incidente ad un piano se non ha punti in comune con il piano
solo se è perpendicolare al piano
Una retta nello spazio può essere
parallela ad un piano se non ha alcun punto in comune con il piano
parallela ad un piano se ha un solo punto in comune con il piano
incidente ad un piano se non ha punti in comune con il piano
perpendicolare al piano se ha infiniti punti in comune con il piano
Una retta nello spazio può essere
perpendicolare ad un piano quando è incidente al piano e perpendicolare a tutte le rette del piano passanti per il punto di incidenza
parallela ad un piano quando è incidente al piano e perpendicolare a tutte le rette del piano passanti per il punto di incidenza
incidente ad un piano quando è perpendicolare a tutte le rette del piano passanti per il punto di incidenza
esterna ad un piano quando è incidente al piano e perpendicolare a tutte le rette del piano passanti per il punto di incidenza
Due rette perpendicolari allo stesso piano sono
parallele
perpendicolari
incidenti
sghembe
Dati un piano ed un punto P ad esso esterno nello spazio
esiste una sola retta perpendicolare al piano passante per P
esistono infinite rette perpendicolari al piano passante per P
esiste una sola retta incidente al piano passante per P
esiste una sola retta esterna al piano passante per P
Se due piani sono perpendicolari ad una stessa retta allora
sono paralleli
sono perpendicolari
sono incidenti
sono necessariamente coincidenti
Le intersezioni fra un piano e due piani paralleli sono
rette parallele
rette perpendicolari
rette sghembe
rette incidenti
Il teorema delle tre perpendicolari afferma che
Se dal piede H di una perpendicolare r ad un piano si manda la perpendicolare a una qualunque retta t del piano, quest’ultima è perpendicolare al piano delle prime due
Se dal piede H di una perpendicolare r ad un piano si manda la parallela a una qualunque retta t del piano, quest’ultima è perpendicolare al piano delle prime due
Se dal piede H di una perpendicolare r ad un piano si manda la perpendicolare a una qualunque retta t del piano, quest’ultima è parallela al piano delle prime due
Se dal piede H di una perpendicolare r ad un piano si manda la parallela a una qualunque retta t del piano, quest’ultima è parallela al piano delle prime due
La distanza di un punto da un piano è
la lunghezza del segmento che ha per estremi il punto e il piede della perpendicolare al piano passante per il punto
la lunghezza del segmento che ha per estremi il punto e il piede della parallela al piano passante per il punto
la lunghezza del segmento che ha per estremi il punto e il piede di una qualsiasi retta incidente al piano passante per il punto
non è definibile nello spazio
Se una retta è parallela ad un piano allora
tutti i suoi punti sono equidistanti dal piano
tutti i suoi punti hanno diverse distanze dal piano
la distanza è nulla
non è definibile la loro distanza nello spazio
Date due rette sghembe si dimostra che
esiste un’unica retta perpendicolare ad entrambe
esistono infinite rette perpendicolari ad entrambe
non esiste alcuna retta perpendicolare ad entrambe
esiste un'unica retta parallela ad entrambe
Date due rette sghembe
il segmento che congiunge i punti di intersezione con la perpendicolare comune è quello che ne definisce la distanza
il segmento che congiunge i punti di intersezione con la parallela comune è quello che ne definisce la distanza
il segmento che congiunge i punti di intersezione con la retta incidente ad entrambe è quello che ne definisce la distanza
non è definibile la distanza fra di esse
La distanza fra i piani paralleli è pari alla lunghezza del segmento intercettato dai due piani su una qualsiasi retta
ad essi perpendicolare
ad essi parallela
ad essi incidente
sghemba
Il teorema di Talete nello spazio afferma che
un fascio di piani paralleli intersecati da due trasversali intercetta su di esse segmenti corrispondenti proporzionali
un fascio di piani perpendicolari intersecati da due trasversali intercetta su di esse segmenti corrispondenti proporzionali
un fascio di piani paralleli intersecati da due rette perpendicolari intercetta su di esse segmenti corrispondenti proporzionali
un fascio di piani perpendicolari intersecati da due rette perpendicolari intercetta su di esse segmenti corrispondenti proporzionali
L’angolo diedro è
ciascuna delle due parti illimitate di spazio comprese fra due semipiani aventi l’origine in comune
ciascuna delle due parti illimitate di piano comprese fra due semipiani aventi l’origine in comune
ciascuna delle due parti illimitate di spazio comprese fra due semirette aventi l’origine in comune
ciascuna delle due parti illimitate di piano comprese fra due semirette aventi l’origine in comune
La sezione del diedro è
l’angolo che si ottiene intersecando il diedro con un qualunque piano non parallelo allo spigolo che interseca il suo spigolo
l’angolo che si ottiene intersecando il diedro con un qualunque piano parallelo allo spigolo che interseca il suo spigolo
l’angolo che si ottiene intersecando il diedro con un qualunque retta non parallela allo spigolo che interseca il suo spigolo
l’angolo che si ottiene intersecando il diedro con un qualunque retta parallela allo spigolo che interseca il suo spigolo
Sezioni parallele di uno stesso diedro sono
congruenti
complementari
supplementari
esplementari
Due piani incidenti sono perpendicolari quando dividono lo spazio in
quattro diedri retti
due diedri retti
otto diedri retti
sedici diedri retti
L’angolo di una retta r con un piano α è l’angolo formato da
r e dalla sua proiezione r’ su α
r e dalla sua parallela r’ rispetto ad α
r e da una retta r’ ad essa sghemba contenuta in α
r e dalla sua perpendicolare r’ rispetto ad α
Un poliedro è una figura solida limitata da
un numero finito di poligoni appartenenti a piani diversi e tali che il piano di ogni poligono non attraversi il solido
un numero finito di poligoni appartenenti allo stesso piano e tali che il piano di ogni poligono non attraversi il solido
un numero finito di poligoni appartenenti a piani diversi e tali che il piano di ogni poligono attraversi il solido
un numero finito di poligoni appartenenti allo stesso piano e tali che il piano di ogni poligono attraversi il solido
La diagonale di un poliedro è
il segmento che congiunge due vertici non situati sulla stessa faccia
il segmento che congiunge due facce non adiacenti
il segmento che congiunge due spigoli non consecutivi
il segmento che congiunge due vertici situati sulla stessa faccia
Quale delle seguenti definizioni è corretta:
Dato un poligono convesso e un punto P non appartenente al suo piano, si definisce angoloide il solido costituito da tutte le semirette di origine P, passanti per i punti del poligono
Dato un poligono concavo e un punto P non appartenente al suo piano, si definisce angoloide il solido costituito da tutte le semirette di origine P, passanti per i punti del poligono
Dato un poligono convesso e un punto P appartenente al suo piano, si definisce angoloide il solido costituito da tutte le semirette di origine P, passanti per i punti del poligono
Dato un poligono concavo e un punto P appartenente al suo piano, si definisce angoloide il solido costituito da tutte le semirette di origine P, passanti per i punti del poligono
In ogni angoloide, la somma degli angoli delle facce è
minore di un angolo giro
minore di un angolo retto
minore di un angolo piatto
minore di 270°
Un poliedro si dice regolare se
le sue facce sono poligoni regolari congruenti e i suoi angoloidi e diedri sono congruenti
le sue facce sono poligoni regolari congruenti
i suoi angoloidi sono congruenti
i suoi diedri sono congruenti
I poliedri regolari sono
4
5
6
infiniti
Il tetraedro ha
3 facce in un vertice
4 facce in un vertice
5 facce in un vertice
6 facce in un vertice
L'ottaedro ha
3 facce in un vertice
4 facce in un vertice
5 facce in un vertice
6 facce in un vertice
L'icosaedro ha
3 facce in un vertice
4 facce in un vertice
5 facce in un vertice
6 facce in un vertice
L'esaedro ha
3 facce in un vertice
4 facce in un vertice
5 facce in un vertice
6 facce in un vertice
Il dodecaedro ha
3 facce in un vertice
4 facce in un vertice
5 facce in un vertice
6 facce in un vertice
Il poligono regolare con cui è costruito un tetraedro è
il triangolo equilatero
il quadrato
il pentagono
l'esagono
Il poligono regolare con cui è costruito un ottaedro è
il triangolo equilatero
il quadrato
il pentagono
l'esagono
Il poligono regolare con cui è costruito un icosaedro è
il triangolo equilatero
il quadrato
il pentagono
l'esagono
Il poligono regolare con cui è costruito un esaedro è
il triangolo
il quadrato
il pentagono
l'esagono
Il poligono regolare con cui è costruito un dodecaedro è
il triangolo
il quadrato
il pentagono
l'esagono
Il numero totale di facce di un tetraedro è
4
5
6
8
Il numero totale di facce di un ottaedro è
8
6
10
12
Il numero totale di facce di un esaedro è
6
8
10
4
Il numero totale di facce di un dodecaedro è
12
8
10
14
Il numero totale di facce di un icosaedro è
20
18
16
14
Il numero totale di vertici di un tetraedro è
4
6
8
10
Il numero totale di vertici di un esaedro è
8
4
6
10
Il numero totale di vertici di un ottaedro è
8
4
6
10
Il numero totale di vertici di un dodecaedro è
14
16
18
20
Il numero totale di vertici di un icosaedro è
12
14
10
16
Il numero totale di spigoli di un tetraedro è
6
8
10
12
Il numero totale di spigoli di un esaedro è
14
8
10
12
Il numero totale di spigoli di un ottaedro è
14
8
10
12
Il numero totale di spigoli di un dodecaedro è
26
28
32
30
Il numero totale di spigoli di un icosaedro è
26
28
32
30
La formula di Eulero afferma che in un solido platonico
numero facce + numero vertici = numero spigoli + 2
numero vertici + numero spigoli = numero facce + 2
numero spigoli + numero facce = numero vertici + 2
numero facce + numero spigoli = numero vertici - 2
Un prisma indefinito è la figura costituita dall’insieme
delle rette parallele passanti per i punti di un poligono
delle rette perpendicolari passanti per i punti di un poligono
delle rette sghembe passanti per i punti di un poligono
dei piani paralleli passanti per i punti di un poligono
Il primo assioma di appartenenza afferma che
per tre punti non allineati nello spazio passa uno ed un solo piano
per tre punti allineati nello spazio passa uno ed un solo piano
per tre punti non allineati nello spazio passa una ed una sola retta
per tre punti allineati nello spazio passa una ed una sola retta
Un prisma è
il poliedro costituito dalla parte di un prisma indefinito compresa fra due piani paralleli che lo intersecano
il poliedro costituito dalla parte di un prisma indefinito compresa fra due piani perpendicolari che lo intersecano
il poliedro costituito dalla parte di un prisma indefinito compresa fra due piani incidenti che lo intersecano
il poliedro costituito dalla parte di un prisma indefinito non compresa fra due piani paralleli che lo intersecano
Un prisma è regolare se
le sue basi sono poligoni regolari
le sue facce laterali sono poligoni regolari
i suoi spigoli sono perpendicolari al poligono di base
i suoi spigoli sono obliqui rispetto al poligono di base
Un prisma è retto se
le sue basi sono poligoni regolari
le sue facce laterali sono poligoni regolari
i suoi spigoli sono perpendicolari al poligono di base
i suoi spigoli sono obliqui rispetto al poligono di base
Quale fra le seguenti figure NON è un prisma
cubo
parallelepipedo
parallelepipedo rettangolo
piramide
Una piramide è
la parte di angoloide compresa fra il suo vertice e un piano che interseca tutti i suoi spigoli
la parte di angoloide compresa fra il suo vertice e un piano parallelo alle sue facce
la parte di angoloide compresa fra le sue facce e un piano passante per il suo vertice
la parte di angoloide compresa fra i suoi spigoli e un piano passante per il suo vertice
Una piramide è retta se
nella sua base si può inscrivere una circonferenza il cui centro è la proiezione ortogonale del vertice della piramide sul piano di base
le sue facce sono rettangoli
la sua base è un rettangolo
gli angoli al vertice dell'angoloide sono retti
Una piramide è regolare se
la sua base è un poligono regolare
le sue facce sono poligoni regolari
il vertice e gli spigoli sono regolari
sia la base che le facce sono poligoni regolari
L'apotema è
l’altezza delle facce laterali di una piramide retta
l’altezza di una piramide retta
l’altezza della base di una piramide retta
l’altezza delle facce laterali di un prisma
Se si taglia una piramide di vertice V con un piano parallelo alla base si ha che:
i lati e i perimetri della base e della sezione sono proporzionali alle distanze del loro piano dal vertice V
i lati e i perimetri della base e della sezione sono uguali
i lati e i perimetri della base e della sezione sono proporzionali al quadrato delle distanze del loro piano dal vertice V
i lati e i perimetri della base e della sezione sono proporzionali al cubo delle distanze del loro piano dal vertice V
Se si taglia una piramide di vertice V con un piano parallelo alla base si ha che:
le superfici della base e della sezione sono proporzionali alle rispettive distanze dal vertice V
le superfici della base e della sezione sono uguali
le superfici della base e della sezione sono proporzionali ai quadrati delle rispettive distanze dal vertice V
le superfici della base e della sezione sono proporzionali ai cubi delle rispettive distanze dal vertice V
Un cilindro è un solido ottenuto dalla rotazione di
un rettangolo attorno ad un suo lato
un rettangolo attorno alla sua diagonale
un triangolo attorno ad un cateto
un triangolo attorno all'ipotenusa
Un cono è un solido ottenuto dalla rotazione di
un rettangolo attorno ad un suo lato
un rettangolo attorno alla sua diagonale
un triangolo attorno ad un cateto
un triangolo attorno all'ipotenusa
Due solidi sono equivalenti quando hanno
lo stesso volume
la stessa superficie laterale
le stesse superfici di base
la stessa superficie totale
Il principio di Cavalieri afferma che:
Se due solidi hanno uguale altezza e se le sezioni tagliate da piani paralleli alle basi e ugualmente distanti da queste sono equivalenti, allora i solidi sono equivalenti
Se due solidi hanno uguale altezza e se le sezioni tagliate da piani perpendicolari alle basi e ugualmente distanti da queste sono equivalenti, allora i solidi sono equivalenti
Se due solidi hanno diversa altezza ma se le sezioni tagliate da piani paralleli alle basi e ugualmente distanti da queste sono equivalenti, allora i solidi sono equivalenti
Se due solidi hanno uguale altezza ma se le sezioni tagliate da piani paralleli alle basi e ugualmente distanti da queste non sono equivalenti, comunque i solidi sono equivalenti
Si può dimostrare che
una piramide è equivalente alla terza parte di un prisma avente stessa area di base e stessa altezza
una piramide è equivalente alla metà di un prisma avente stessa area di base e stessa altezza
una piramide è equivalente ad un prisma avente stessa area di base e stessa altezza
una piramide è equivalente alla quarta parte di un prisma avente stessa area di base e stessa altezza
Si può dimostrare che
un cono è equivalente alla terza parte di un cilindro avente stessa area di base e stessa altezza
un cono è equivalente alla metà di un cilindro avente stessa area di base e stessa altezza
un cono è equivalente ad un cilindro avente stessa area di base e stessa altezza
un cono è equivalente alla quarta parte di un cilindro avente stessa area di base e stessa altezza
Si può dimostrare che
una sfera è equivalente all'anticlessidra poggiata sullo stesso piano e avente altezza pari al diametro della sfera
una sfera è equivalente alla clessidra poggiata sullo stesso piano e avente altezza pari al diametro della sfera
una sfera è equivalente al cilindro circoscritto dentro il quale si costruisce l'anticlessidra poggiata sullo stesso piano e avente altezza pari al diametro della sfera
una sfera è equivalente al cilindro inscritto dentro il quale si costruisce l'anticlessidra poggiata sullo stesso piano e avente altezza pari al diametro della sfera
Il volume di una sfera di raggio r è
34πr3
4πr2
πr2
2πr
La superficie di una sfera di raggio r è
34πr3
4πr2
πr2
2πr
Il volume di un cilindro di raggio di base r e altezza h è
πr2h
πrh2
2πrh
2πr(h+r)
La superficie laterale di un cilindro di raggio di base r e altezza h è
πr2h
πrh2
2πrh
2πr(h+r)
La superficie totale di un cilindro di raggio di base r e altezza h è
πr2h
πrh2
2πrh
2πr(h+r)
La superficie laterale di un cono di raggio di base r, altezza h e apotema a è
πra
πr(a+r)
πrh
πah
La superficie totale di un cono di raggio di base r, altezza h e apotema a è
πra
πr(a+r)
πrh
πah
Il volume di un cono di raggio di base r, altezza h e apotema a è
31πr2h
31πr2a
31πa2h
31πa3
