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Politica e organizzazione Gundosa LZ

Total questions: 59

Worksheet time: 30mins

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1.

Cosa sono le barriere all’entrata?

a)

Qualsiasi azione di governo estero volta ad impedire le entrate delle imprese straniere

b)

Qualsiasi azione dell’imprenditore volta a limitare l’ingerenza della proprietà azionaria nella gestione delle attività interne all’impresa

c)

Qualsiasi dazio e limitazione di un’impresa potenziale entrante in un mercato estero

d)

Qualsiasi ostacolo che pone un’impresa potenziale entrante in una posizione di svantaggio competitivo ne confronti di un’impresa già presente nel mercato

2.

Per monopolio si intende:

a)

Una sola impresa vende tutta la produzione ad un solo acquirente

b)

Una sola impresa vende tutta la produzione richiesta ai consumatori

c)

Tutte le imprese vendono lo stesso identico prodotto

d)

Molte imprese vendono prodotti che si differenziano tra loro

3.

Un mercato in concorrenza monopolistica può essere definito come:

a)

Un mercato in cui operano tante piccole imprese, la merce scambiata è omogenea, c’è completa libertà di entrata e uscita dal mercato la diffusione dell’informazione è completa e simmetrica

b)

Un mercato in cui opera una sola impresa ed esistono barriere che impediscono l’ingresso di altre imprese nel mercato

c)

Un mercato in cui operano tante piccole imprese, la merce scambiata è differenziata: c’è completa libertà di entrata e uscita dal mercato e la diffusione dell’informazione è completa e simmetrica

d)

Un mercato in cui vi sono molti compratori, ma i venditori non sono indifferenti nei confronti di coloro che desiderano vendere

4.

Cos’è il monopolio naturale?

a)

Un mercato in cui opera una sola impresa nel settore agricolo

b)

Un mercato caratterizzato da economie di scala in cui è presente un ridotto numero di imprese

c)

Un mercato in cui l’efficienza è garantita dalla presenza di un solo acquirente

d)

Nessuna delle precedenti

5.

La teoria neoclassica dell’impresa si basa sull'ipotesi di:

a)

Complessità del processo decisionale

b)

Separazione tra proprietà e controllo

c)

Massimizzazione del profitto di ogni singola impresa

d)

Esistenza di costi di transazione tra principale e agente

6.

Le barriere all’entrata di un mercato possono essere presentate come:

a)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti sul mercato di ottenere extraprofitti senza attrarre nuovi entranti

b)

Un costo di produzione che deve essere sostenuto da un’impresa che cerca di entrare in un mercato ma non grava sulle imprese già presenti nell’industria

c)

Un vantaggio competitivo che le imprese consolidate hanno sui potenziali entranti

d)

Tutte le precedenti

7.

Su cosa si concentrano le teorie manageriali dell’impresa

a)

Gestione e controllo di risorse umane

b)

Conflitto tra capitale e lavoro

c)

Separazione tra la gestione degli impianti e il controllo delle vendite

d)

Sulla separazione tra la proprietà e il controllo dell’impresa

8.

L’analisi di un contesto competitivo in cui un’impresa opera, implica l’identificazione degli elementi della struttura industriale

a)

Il numero di imprese

b)

Il numero delle imprese, la distribuzione per dimensione delle imprese, l’esistenza e l’altezza delle barriere all'entrata e all'uscita, il grado di differenziazione del prodotto

c)

L’esistenza di imprese con un elevato grado di differenziazione del prodotto, assenza di barriere all’entrata e presenza di barriere all’uscita

d)

La dimensione dell’impresa

9.

Quali sono i principali tipi di barriere all'entrata?

a)

Economie di scala di rete, vantaggi comparati assoluti, diversificazione d’impresa, i costi di aggiustamento, le barriere di scala e le barriere legali geografiche

b)

Barriere legali

c)

Economie di scala

d)

Economie di scala, vantaggio assoluto di costo, differenziazione del prodotto, costi di cambiamento, esternalità di rete, barriere legali all’entrata, barriere geografiche all’entrata

10.

Nel modello neoclassico di concorrenza perfetta

a)

Le imprese fronteggiano una curva di domanda orizzontale

b)

Le imprese hanno potere di mercato

c)

La domanda di mercato è sempre elastica rispetto al prezzo quindi orizzontale

d)

Il numero di venditori è sufficientemente piccolo da considerare accordi tra le imprese

11.

Cosa sostiene la teoria comportamentale dell’impresa?

a)

Il comportamento dell’impresa non è mai influenzato dal comportamento dell’imprenditore

b)

L’impresa ha obiettivi propri che vengono sempre definiti dall’acquirente

c)

Le imprese non hanno obiettivi propri, le decisioni di un’impresa emergono dalla contrattazione tra una pluralità dei gruppi ed individui che perseguono una molteplicità di obiettivi spesso in conflitto

d)

Non c’è mai relazione tra i vari componenti dei lavoratori e degli obiettivi dell’impresa

e)

L’obiettivo di un’impresa è sempre quello della massimizzazione del profitto

12.

Sulla base delle assunzioni della teoria neoclassica, il monopolio è una forma di mercato in cui:

a)

Nel lungo periodo la disponibilità di extraprofitti di monopolio attrae nuove imprese nel mercato:

Il prezzo di mercato raggiunge il costo medio minimo

b)

Il prodotto è omogeneo rispetto a quello dei concorrenti

c)

Le imprese non realizzano profitti positivi a causa delle complessità della struttura organizzativa

d)

La presenza di barriere all’entrata fa si che nessuna nuova impresa entri nel mercato

13.

Cosa sono i costi di transazione?

a)

Costi delle imprese che effettuano transazioni all'estero

b)

Costi associati alle diverse fasi di transazione economica

c)

Costi associati alla certezza dello scambio

d)

Costi delle imprese che effettuano transazioni finanziarie

e)

I costi associati all'incertezza degli esisti dello scambio

14.

Facendo riferimento ai costi di transazione, cosa è corretto sostenere?

a)

La maggior parte dei contratti di agenzia sono incompleti. Razionalità e asimmetria informativa favoriscono l’emergere di comportamenti opportunistici e quindi dei costi di transizione

b)

La maggior parte dei contratti in un’agenzia sono completi

c)

La maggior parte dei contratti delle imprese non dipendono dalle agenzie

d)

I contratti di agenzia sono sempre contratti compiti

e)

La maggior parte dei contratti delle imprese dipendono dalle agenzie

15.

Cos’è corretto sostenere tra le seguenti affermazioni

a)

Razionalità formativa e simmetrie limitate sono la forma primaria dei costi di transazione

b)

Asimmetrie limitate e razionalità informativa favoriscono l’emergere dei costi di transazione

c)

Razionalità limitata e asimmetria informativa favoriscono l’emergere di comportamenti opportunistici e quindi costi di transazione

d)

Irrazionalità limitata e asimmetrie informative impediscono l’emergere di comportamenti opportunistici e quindi costi di transazione

16.

Si consideri la relazione tra rendimenti di scala, costo medio e costo marginale:

a)

Non esiste nessuna relazione tra rendimenti di scale, costo medio e marginale

b)

Con rendimenti di scala crescenti costo medio e costo marginale sono prima decrescenti poi crescenti assumendo un andamento a U

c)

Con rendimenti di scala costanti il costo medio coincide con il costo marginale

d)

Con rendimenti di scala costanti, il costo medio e costo marginale sono crescenti

17.

Nel duopolio di Bertand

a)

L’impresa leader non è soggetta ad ipotesi di variazione congetturale nulla

b)

Le imprese fissano la quantità di output che massimizza il profitto

c)

L’equilibrio è caratterizzato da profitti pari a zero

d)

L’equilibrio è caratterizzato da una situazione in cui l’impresa ottiene profitti maggiori dell’altra

18.

Secondo la teoria comportamentale dell’impresa

a)

La struttura gerarchica di un’impresa fa sì che gli obiettivi dell’organizzazione siano sempre definiti dall'imprenditore

b)

Esiste una complessità del processo decisionale interno all'impresa che conduce

c)

Il comportamento dei manager e volto al perseguimento di obiettivi a volte in contrasto con quelli dell’imprenditore

d)

Le imprese non hanno obiettivi propri, le decisioni di un’impresa emergono dalla contrattazione tra una pluralità di gruppi e individui che perseguono una molteplicità di obiettivi spesso in conflitto

19.

In un mercato perfettamente concorrenziale, nell'equilibrio di lungo periodo le imprese

a)

Realizzano profitti variabili

b)

Realizzano profitti in funzione della dimensione del mercato in cui operano

c)

Realizzano profitti in funzione della loro dimensione

d)

Nessuna delle precedenti

20.

Quali fattori favoriscono la formazione di cartelli?

a)

Meccanismo monopolistico, economie di scala, scarsa considerazione dell’antitrust

b)

Funzioni di costi simili, quote di mercato simili, profitti simili

c)

Imprese dominanti, ridotti costi di transazione, elevate quote di mercato

d)

Elevato numero di imprese, prodotti simili, ridotti costi di transazione

21.

Confrontando il monopolio e la concorrenza perfetta si evince che

a)

In concorrenza perfetta vi è una perdita secca di benessere sociale poiché il surplus del produttore… rispetto al monopolio

b)

Nel monopolio il surplus del consumatore è sempre pari a zero, per questa ragione il monopolio… efficiente della concorrenza

c)

I modelli di concorrenza perfetta e monopolio giungono agli stessi risultati sul lungo periodo

d)

Nel monopolio la somma del surplus del produttore e del surplus del consumatore è inferiore rispetto alla concorrenza perfetta

22.

L’equilibrio di lungo periodo in un mercato in concorrenza monopolistica

a)

Non esiste

b)

È caratterizzato da profitti positivi

c)

È caratterizzato da profitti nulli

d)

È caratterizzato da profitti nulli e i costi medi sono minimi

23.

Che cosa studia il paradigma struttura comportamenti risultati (SGR)

a)

Il rapporto tra la struttura produttiva di un paese, i comportamenti delle imprese e i risultati raggiunti attraverso l’intervento di politica industriale

b)

La struttura delle imprese, i comportamenti dei governi ed i risultati industriali di un paese

c)

La struttura dimensionale delle imprese, le cause di questa struttura, gli effetti della concentrazione sulla concorrenza, gli effetti della concentrazione sui prezzi, investimenti, l’innovazione

d)

La struttura interna delle imprese, i comportamenti dei suoi manager ed i risultati azionari

e)

La struttura interna di un’impresa, il suo comportamento ed i suoi risultati

24.

In un mercato di concorrenza monopolistica

a)

La differenziazione del prodotto consente alle imprese di ottenere profitti positivi sul lungo periodo

b)

Impresa massimizza il profitto secondo la relazione: ricavo marginale = costo marginale

c)

Imprese fronteggiano una curva di domanda orizzontale

d)

Tutte le precedenti sono corrette

25.

Rendimenti di scala della funzione di produzione:

a)

Indicano come varia nel lungo periodo il profitto all’aumentare di tutti gli input

b)

Sono decrescenti quando all’aumentare degli input la quantità prodotto aumenta più che proporzionalmente

c)

Sono crescenti in presenza di economie di scala

d)

Indicano tassi d’interesse a cui è annualmente remunerato il capitale investito

26.

Quali sono i temi su cui si concentrano le più comuni critiche della teoria neoclassica dell’impresa?

a)

Programmazione, risorse umane e vendite

b)

Il rapporto tra produzione e distribuzione

c)

Complessità finanziarie costi

d)

Obiettivi dell’organizzazione, complessità organizzativa, processo decisionale e incertezza

e)

La gestione finanziaria, la gestione della produzione e la gestione delle vendite

27.

La funzione di produzione:

a)

Indica la quantità ottime di capitale e lavoro che massimizzano il profitto di impresa

b)

Esprime la relazione tra la quantità prodotta da un’impresa e fattori produttivi impiegati

c)

Indica la relazione tra la quantità prodotto in un mercato i fattori produttivi impegnati

d)

Esprime la relazione tra la quantità prodotta da un’impresa e fattori nel lungo periodo

28.

Nel modello SCR il termine struttura si riferisce:

a)

Alla struttura dell’economia nazionale nel suo complesso, divisa in…

b)

Alle caratteristiche strutturali di un singolo mercato, come il numero e la distribuzione per dimensione, condizioni di entrata e uscita, differenziazione, integrazione verticale

c)

Alle caratteristiche strutturali di ogni singola impresa, come il modello

d)

Nessuna delle precedenti

29.

Quali sono le forme principali di collusione?

a)

I contatti di subappalto, il leasing, le fondazioni

b)

I cartelli, le associazioni di categoria, le join venture

c)

I centri di ricerca, gli spin off, l’università

d)

Il monopolio, l’antitrust, gli scontri fornitori

30.

Confrontano monopolio e concorrenza perfetta si evince che:

a)

In concorrenza perfetta vi è una perdita secca di benessere sociale poiché il surplus del produttore… rispetto al monopolio

b)

Nel monopolio il surplus del consumatore è sempre pari a zero, per questa ragione il monopolio… efficiente della concorrenza perfetta

c)

I modelli di concorrenza perfetta ed il monopolio giungono agli stessi risultati sul lungo periodo

d)

Nel monopolio la somma di surplus del produttore leader e il surplus del consumatore sono inferiori rispetto alla concorrenza perfetta

31.

La relazione di massimizzazione del profitto per l’impresa

a)

Ricavo marginale = costo marginale sia in concorrenza perfetta che in monopolio

b)

Ricavo marginale = costo marginale in concorrenza perfetta ma non in monopolio

c)

Prezzo = costo marginale in monopolio ma non in concorrenza perfetta

d)

Prezzo = ricavo marginale sia in concorrenza perfetta che in monopolio

e)

Prezzo = costo marginale solo in concorrenza perfetta ma non in monopolio

32.

Esistono dei motivi secondo cui i profitti di monopolio possono giocare un ruolo importante nel processo concorrenziale?

a)

Perché il monopolista può investire i propri profitti per impedire l’imitazione

b)

L’innovatore di successo è ricompensato per qualche tempo con una posizione di monopolio e profitti monopolistici. Tuttavia dopo un breve periodo di inseguimento gli imitatori possono entrare nel mercato erodendo la posizione di monopolio.

c)

Perché i monopolisti non soffrendo la concorrenza di altre imprese hanno maggiore possibilità di investire risorse in R&D (research & development)

d)

Per nessun motivo: per Schumpeter infatti il monopolio è da considerarsi sempre non desiderabile

e)

Il monopolio è sempre guidato dall’innovazione. Il monopolista è sempre spinto ad innovare e ad offre il prodotto migliore sul mercato. Il monopolio è per questo motivo sempre la struttura di mercato maggiormente desiderabile.

33.

Quali sono le principali determinanti della concentrazione dei venditori in un mercato?

a)

Economie di scala, barriere all’entrata, regolazione ciclo di vita dell’industria, comportamenti strategici e competenza chiave di un’impresa

b)

Economie di barriera e barriere di scala

c)

Economie di scala, barriere all’entrata, regolazione, ciclo di vita dell’ambiente, competenza specifica e competenze chiave di un’impresa, struttura comportamenti performance

d)

Economie di scala e barriere all’entrata

34.

In merito al ruolo della pubblicità è ragionevole sostenere

a)

Gli oligopolisti hanno forte interesse ad utilizzare la pubblicità sia per aumentare la domanda totale del mercato sia per sottrarre clienti ai concorrenti

b)

Una delle principali funzioni della pubblicità è comunicare la differenziazione, convincere il consumatore che il proprio prodotto è diverso

c)

In concorrenza perfetta la pubblicità non ha ruolo. La perfetta informazione dei consumatori sulla qualità dei prodotti comporta che ogni impresa fronteggi una domanda perfettamente elastica

d)

La pubblicità può essere uno strumento per creare artificialmente delle differenze tra i prodotti

e)

Tutte le precedenti sono corrette

35.

Nella differenziazione naturale del prodotto:

a)

La differenziazione è naturalmente creata dai produttori, per esempio attraverso politiche di marketing e pubblicità come ad esempio il paese di provenienza

b)

La differenziazione non è creata dai produttori ma dipende dagli attributi e dalle caratteristiche naturali dei prodotti, come ad esempio il paese di provenienza

c)

La differenziazione emerge grazie alla naturale propensione degli imprenditori ad innovare, offrendo beni necessariamente diversi tra loro

d)

La differenziazione non è creata dai produttori ma emerge grazie alla naturale inclusione di servizi accessori

36.

Che relazione intercorre tra economie di scala e concentrazione di venditori in un mercato

a)

La presenza di economie di scala riduce il numero di venditori in un mercato

b)

Il monopolio è espressione di efficienza del mercato perché caratterizzato da economie di scala

c)

La presenza di economie di scala aumenta il numero di venditori in un mercato

d)

La presenza di economie di scala non ha effetti sul numero di venditori in un mercato

37.

Nel modello di Cournot in che cosa consiste l’ipotesi di “variazione congetturale nulla”:

a)

Ciascuna impresa è price-taker

b)

Ciascuna imprese crede di essere leader nel mercato

c)

Ciascuna impresa crede che la rivale non devierà gli accordi presi

d)

Ciascuna impresa crede che la rivale non modifichi il proprio livello di produzione

38.

Quale delle seguenti affermazioni è vera?

a)

In un mercato oligopolistico la scarsa numerosità dei produttori conduce generalmente ad una forte competizione che priva le imprese di potere di mercato

b)

La caratteristica principale di un mercato oligopolistico è l’interdipendenza: le azioni di ciascuna influenza le scelte dei concorrenti e viceversa

c)

L’assenza di barriere all’entrata caratterizza un mercato oligopolistico differenziandolo dal monopolio

d)

Nessuna delle precedenti affermazioni è vera

39.

Le barriere all’entrata di un mercato possono essere pensate come:

a)

Un vantaggio competitivo che le imprese consolidate hanno sui potenziali entranti

b)

Un costo di produzione che deve essere sostenuto da un’impresa che cerca di entrare in un mercato ma non grava sulle imprese già presenti nell’industria

c)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti nel mercato di ottenere extra profitti senza attrarre nuovi entrati

d)

Tutte le precedenti

40.

In concorrenza perfetta nell'equilibrio di lungo periodo le imprese:

a)

Realizzano profitti in funzione del grado di differenziazione del prodotto

b)

Realizzano profitti in funzione della dimensione del mercato in cui operano

c)

Realizzano profitti in funzione della loro dimensione

d)

Nessuna delle precedenti

41.

Che cosa sono le barriere all'entrata?

a)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti nel mercato di ottenere extra profitti grazie all’esistenza di economie di scala

b)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti nel mercato di ottenere extra profitti senza attrarre nuovi entranti

c)

Le condizioni che permettono alle imprese già presenti sul mercato di ottenere extra profitti nonostante l’ingresso di nuovi concorrenti nel mercato

d)

Le condizioni che non consentono ad un monopolista di ottenere extra profitti a causa della minaccia di potenziali entranti nel mercato

42.

Secondo la teoria dei costi di transazione

a)

Vi sono costi che sorgono dall'incertezza degli esiti delle transazioni

b)

Vi sono costi che sorgono nelle transazioni in cui le clausole contrattuali sono definite in modo completo e rigoroso, lasciando scarsa possibilità alle parti di deviare degli accordi presi

c)

Vi sono costi che sorgono dall’asimmetria informativa tra principale e agente, causando problemi di free-rider nel mercato del lavoro

d)

Vi sono costi che sorgono all’interno dell’impresa quando questa realizza il passaggio da un processo produttivo ad un altro tecnologicamente efficiente

43.

Nel duopolio di Stackelberg:

a)

Cade l’ipotesi di variazione congetturale nulla per almeno una delle due imprese

b)

L’impresa leader fissa per prima il prezzo del proprio prodotto ad un livello inferiore a quello della rivale

c)

L’equilibrio deve essere sempre caratterizzato da profitti pari a zero

d)

Le imprese fronteggiano una curva di domanda orizzontale

44.

Sulla base della teoria dei costi di transazione, cosa è corretto sostenere tra le seguenti affermazioni?

a)

Razionalità limitata e asimmetrie informative favoriscono l’emergere di comportamenti opportunistici che spesso sono amplificati da norme informali che caratterizzano le transazioni

b)

Razionalità limitata e asimmetrie informative che favoriscono l’emergere di opportunità economiche interessanti riducendo i costi di transazione nei mercati

c)

Razionalità limitata e asimmetrie informative che favoriscono l’emergere di comportamenti opportunistici e quindi di costi di transazione

d)

Razionalità limitata e asimmetrie informative che favoriscono l’emergere di comportamenti opportunistici che spesso sono limitati da norme informali che caratterizzano le transazioni

45.

In presenza di economie di scala

a)

L’output nel breve periodo aumenta al variare di tutti gli input

b)

I costi marginali sono decrescenti

c)

I costi medi e marginali sono crescenti

d)

L’andamento dei costi medi e marginali dipende dal settore in cui si opera

46.

Quando si hanno differenziazione di un prodotto?

a)

Quando un prodotto si differenzia a seconda del suo luogo di origine di produzione

b)

Quando dipende dagli attributi o delle caratteristiche naturali dei prodotti

c)

Quando è basata sul riconoscimento da parte dei consumatori di un particolare marchio o logo

d)

Nessuna delle precedenti è corretta

47.

Cosa significa concentrazione di mercato?

a)

Ci si riferisce ad una concentrazione che è stata promossa dal governo e non dal mercato

b)

Ci si riferisce ad un mercato in cui le imprese colludono, stabilendo accordi di cooperazione

c)

Ci si riferisce al grado di specializzazione produttiva che caratterizza un certo mercato

d)

Ci si riferisce al numero e alla distribuzione per dimensione delle imprese che operano in un certo mercato

48.

In cosa consiste la strategia dei prezzi predatori?

a)

Consiste in tagli di prezzo da parte di un’impresa presente sul mercato nel tentativo di spingere i rivali fuori dal mercato

b)

Consiste in una strategia particolarmente aggressiva che il governo attua per ridurre il prezzo di un mercato monopolistico

c)

Consiste in significativi aumenti di prezzo applicato dai fornitori di un’impresa in seguito all'aumento del prezzo del petrolio

d)

Nessuna delle precedenti

49.

Per un’impresa operante in condizioni di concorrenza perfetta, quali delle seguenti affermazioni è vera?

a)

L’impresa può influenzare il prezzo di vendita modificando la quantità prodotta

b)

Se l’impresa massimizza il profitto, in equilibrio il costo marginale deve essere inferiore rispetto al prezzo di vendita

c)

La quantità che massimizza i ricavi non può essere superiore a quella che massimizza i profitti

d)

Se l’impresa ha profitti negativi, non può essere in equilibrio di lungo periodo

50.

Cosa indica la funzione di reazione?

a)

Indica come varia la quantità di domanda nel mercato al variare del prezzo

b)

Indica come varia la quantità offerta nel mercato al variare del prezzo dei fattori produttivi

c)

Indica come varia l’occupazione al variare dell’inflazione

d)

Indica il livello ottimo di output di un’impresa per ogni livello di output prodotto dalla rivale

51.

In un mercato oligopolistico:

a)

Le azioni di un’impresa possono avere un effetto nel determinare il comportamento dei concorrenti

b)

La ridotta numerosità delle imprese favorisce la costituzione di accordi di cooptazione con il conseguente aumento della concorrenza tra le imprese

c)

Può dar luogo ad un risultato simile a quello di un mercato concorrenziale se le imprese colludono

d)

Tutte le precedenti

52.

Secondo Schumpeter per quale motivo il monopolio può giocare un ruolo importante nel processo tecnologico:

a)

Perché conduce ad una considerevole disponibilità di risorse da investire in R&D

b)

Poiché i profitti di monopolio costituiscono una ricompensa per l’innovatore di successo per un certo tempo, tuttavia dopo un periodo di inseguimento gli imitatori possono entrare nel mercato erodendo la posizione di monopolio

c)

Per nessun motivo: per Schumpeter infatti il monopolio è da considerarsi sempre non desiderabile

d)

Poiché il monopolista è sempre incentivato ad innovare e ad offrire il prodotto migliore sul mercato, il monopolio è per questo motivo sempre la struttura di mercato maggiormente desiderabile

53.

Che relazione intercorre tra economia di scala e la concentrazione dei venditori in un mercato

a)

La presenza di economie di scala conduce inevitabilmente ad un monopolio naturale

b)

La presenza di economia di scala aumenta il numero di venditori in un mercato

c)

La presenza di economia di scala non ha effetti sul numero di venditori di un mercato

d)

Nessuna delle precedenti risposte è corretta

54.

Una politica di regolamentazione del mercato può essere giustificata nel caso di:

a)

Monopolio naturale

b)

Potere di mercato

c)

Asimmetrie informative

d)

Tutte le precedenti sono corrette

55.

La politica per la concorrenza riguarda tre aree principali. Quali?

a)

L’abuso di posizione dominante, l’abuso del potere di mercato, la definizione del mercato rilevante.

b)

La concorrenza sleale, la protezione commerciale delle imprese nazionali, l’abuso di posizione monopolistica

c)

La contendibilità del mercato, la protezione del segreto industriale, la concorrenza tra politiche

d)

Nessuna delle risposte è corretta

56.

Le imprese che operano in concorrenza monopolistica nel lungo periodo:

a)

Realizzano profitti positivi e il costo medio è maggiore del prezzo di vendita

b)

Realizzano profitti nulli e i costi medi non sono minimi

c)

Realizzano profitti positivi

d)

Realizzano profitti nulli e i costi medi sono minimi

57.

Quale delle seguenti affermazioni è corretta?

a)

La produzione di esternalità pubbliche è regolata dalla domanda dei consumatori

b)

Le esternalità sono dei beni pubblici che vanno offerti sui mercati

c)

La produzione ottima di beni pubblici e di esternalità positive costituisce una buona motivazione all’intervento di produzione industriale da parte dei governi

d)

Nessuna delle precedenti affermazioni è corretta

58.

A cosa fa riferimento il termine “cattura del regolatore”?

a)

Alla capacità delle imprese di influenzare la definizione degli obiettivi politici

b)

Alla capacità del governo di catturare l’attenzione degli agenti economici che operano sui mercati

c)

Alla capacità del governo nazionale di influenzare le decisioni dei governi locali

d)

Nessuna delle precedenti risposte è corretta

59.

Quale delle seguenti affermazioni è vera?

a)

In un mercato oligopolistico la scarsa numerosità dei produttori conduce generalmente ad una forte competizione che priva le imprese di potere di mercato.

b)

La caratteristica principale di un mercato oligopolistico è l’interdipendenza: le azioni di ciascuna impresa influenzano le scelte dei concorrenti e viceversa.

c)

L’assenza di barriere all’entrata caratterizza un mercato oligopolistico differnziandolo dal monopolio

d)

Nessuna delle precedenti affermazioni è vera.