Search Header Logo
Endecasillabo sciolto_2025

Endecasillabo sciolto_2025

Assessment

Presentation

Other

University

Practice Problem

Medium

Created by

Gioele Marozzi

Used 5+ times

FREE Resource

37 Slides • 20 Questions

1

L'endecasillabo sciolto

media

2

È il verso sciolto più utilizzato perché permette maggiore varietà ritmica ed evita la monotonia.

RITMO

Endecasillabo in serie continua senza rima (versi sciolti o liberi)

DEFINIZIONE

Alcune caratteristiche (1)

3

L’uso dei versi sciolti si afferma in particolare nel Settecento e nell’Ottocento; nel Novecento il verso libero sta alla base di tutta la poesia.

FORTUNA

L’assenza di uno schema di rime non esclude l’uso di rime a distanza o comunque poste in una qualche forma di corrispondenza.

RIMA

Alcune caratteristiche (2)

4

Word Cloud

Autori / Autrici che usano l'endecasillabo sciolto

(max 2 cognomi)

5

Cenni storici

L’endecasillabo sciolto è rarissimo prima del Cinquecento.

Fu consascrato definitivamente da Parini e da Foscolo; nella poesia drammatica dalle tragedie di Alfieri; nella poesia lirica dai Canti di Leopardi.

6

Poll

Quale degli autori citati preferisci / è più vicino alla tua sensibilità?

Giuseppe Parini

Ugo Foscolo

Vittorio Alfieri

Giacomo Leopardi

7

Open Ended

Come si definisce un endecasillabo?

8

Fill in the Blank

Un endecasillabo canonico ha tonica almeno la ______ o la _____ sillaba, oltre la 10°: esse possono essere entrambe toniche, ma non entrambe atone.

9

  • 4° sillaba tonica: il ritmo iniziale corrisponde a quello di un quinario (a minore);

  • 6° sillaba tonica: il ritmo iniziale corrisponde a quello di un settenario (a maiore).

10

Su dunque o voi servi del primo ordine, [voi] che siete incontaminati al fianco degli alti Signori ministri, or dunque voi apprestate l’armi al mio divino Achille, al mio Rinaldo. Ed ecco star pronti in un baleno i tuoi valetti a’ cenni tuoi.

Costruzione

Su dunque o voi del primo ordine servi

Che degli alti Signori ministri al fianco

Siete incontaminati, or dunque voi

Al mio divino Achille, al mio Rinaldo

L’armi apprestate. Ed ecco in un baleno

I tuoi valetti a’ cenni tuoi star pronti.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 249-254

11

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 249-254

Parafrasi

Orsù quindi, o camerieri personali, voi che siete senza macchia al fianco degli alti signori ministri, ora quindi porgete le armi al mio divino Achille, al mio Rinaldo. Ed ecco immediatamente i tuoi valletti sono pronti (a rispondere) ai tuoi segnali

12

Fill in the Blank

Che figura retorica è quella di "Achille" e "Rinaldo"?

13

Multiple Choice

Nel parlare di "armi", che figura retorica sta usando Parini?

1

Ipallage

2

Metonimia

3

Personificazione

4

Metafora

14

ANALISI LINGUISTICA

v. 249: primo ordine
dal latino primus ordo: “della prima schiera”.

Servi addetti esclusivamente alla persona del Giovin Signore.

15

Già il gran lavoro ferve. Altri ti veste la zimarra serica ove diramasi disegno Chinese; altri a te copre le membra di tiepide pelli, stese infino al piè, se la stagione più il chiede.

Costruzione

Già ferve il gran lavoro. Altri ti veste

La serica zimarra ove disegno

Diramasi Chinese; altri, se il chiede

Più la stagione, a te le membra copre

Di stese infino al piè tiepide pelli.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 255-259

16

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 255-259

Parafrasi

Già è iniziato con fervore l’importante lavoro. Qualcuno ti fa indossare la veste da camera di seta sulla quale è riprodotto un disegno cinese; qualcun altro, se la stagione lo richiede, ti ricopre di calde pellicce che giungono fino ai piedi.

17

ANALISI LINGUISTICA

v. 255: «Già ferve»

dal latino fervet opus dell’Eneide virgiliana

(Aen., I, v. 436) con cui viene descritta l’operosità dei Fenici nella costruzione di Cartagine.

18

ANALISI LINGUISTICA

v. 256: «zimarra»

spagnolismo da zamarra: termine adottato per la sua particolare fonìa che fa pensare ad un indumento marziale (inadatto alla figura del Giovin Signore)

19

Questi ti adatta il bianco lino (grembiule) al fianco che sciorinato poi cada, e difenda i calzonetti; e quei ti versa odorate acque in su le mani, curvando d’alto il rostro cristallino, e da le mani le accoglie (sono raccolte) sotto in bacin limpido (trasparente).

Costruzione

Questi al fianco ti adatta il bianco lino

Che sciorinato poi cada, e difenda

I calzonetti; e quei, d’alto curvando

Il cristallino rostro, in su le mani

Ti versa acque odorate, e da le mani

In limpido bacin sotto le accoglie.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 260-265

20

Open Ended

Esegui la parafrasi di questo passo:

Questi al fianco ti adatta il bianco lino

Che sciorinato poi cada, e difenda

I calzonetti; e quei, d’alto curvando

Il cristallino rostro, in su le mani

Ti versa acque odorate, e da le mani

In limpido bacin sotto le accoglie.

21

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 260-265

Parafrasi

Quello ti accomoda il grembiule che, steso, poi scenda verso il basso e protegga i pantaloni; e quell’altro, piegando verso il basso il becco di cristallo (della brocca), ti versa sulle mani acque profumate che cadono (lett.: sono raccolte al di sotto) in un catino trasparente.

22

Fill in the Blank

Quale rigura retorica si cela dietro "rostro"?

23

Quale (ti porge) il sapone olezzante all’intorno del muschio redivivo; e qual ti porge il frutto macinato di quell’arbor che fu già a Rodope, donzella vaga, e ancor chiama in van sotto mutate spoglie «Demofoonte, Demofoonte».

Costruzione

Quale il sapon del redivivo muschio

Olezzante all’intorno; e qual ti porge

Il macinato di quell’arbor frutto,

Che a Ròdope fu già vaga donzella,

E chiama in van sotto mutate spoglie

Demofoonte ancor, Demofoonte.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 266-271

24

Open Ended

Esegui la parafrasi di questo passo:

Quale il sapon del redivivo muschio

Olezzante all’intorno; e qual ti porge

Il macinato di quell’arbor frutto,

Che a Ròdope fu già vaga donzella,

E chiama in van sotto mutate spoglie

Demofoonte ancor, Demofoonte.

25

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 266-271

Parafrasi

Un altro (ti porge) il sapone che sparge intorno profumo del muschio tornato in vita; e un altro ti porge il frutto macinato di quell’albero che, a Rodope, fu un tempo una ragazza graziosa, e (che) ancor invoca, invano sotto trasformate forme «Demofonte, Demofonte».

26

Multiple Choice

A cosa si riferisce Parini parlando di muschio?

1

Fragranza creata da mastri profumieri

2

Estratto naturale da piante reidratate

3

Secrezioni di ghiandole odorifere animali

4

Aroma che richiama alla freschezza del bagno

27

media

Secrezione di particolari ghiandole odorifere di vari Mammiferi (mosco, bue muschiato ecc.), di forma, entità, ubicazione variabili e la cui funzione è legata al richiamo dei sessi e alla marcatura del territorio. Il m. usato in profumeria è quello del mosco (Moschus moschiferus), che nel maschio è contenuto in un particolare sacchetto o borsa (sacchetto del m.) situato presso l'ombelico.

Definizione del Vocabolario Treccani

28

Fill in the Blank

A quale albero fa riferimento Parini, con la sua lunga PERIFRASI, parlando di «arbor che a Ròdope fu già vaga donzella, e chiama in van sotto mutate spoglie Demofoonte ancor, Demofoonte»?

29

media

Fillide: mitica figlia del re tracio Filleo; abbandonata dallo sposo, l’ateniese Acamante, s’impiccò. Secondo un’altra versione (Callimaco), amò Demofonte, il fratello di Acamante, e, da lui abbandonata, fu trasformata in mandorlo.

Dall'Enciclopedia Treccani

30

L’un (ti porge) spugna intrisa di soavi essenze onde tergere i denti, e l’altro appresta licore utile ad imbianchir le guance.

Costruzione

L’un di soavi essenze intrisa spugna

Onde tergere i denti, e l’altro appresta

Ad imbianchir le guance util licore.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 272-274

31

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 272-274

Parafrasi

Uno (ti porge) una spugna imbevuta di gradevole essenza con cui pulire i denti, e l’altro fornisce un liquido (la biacca: carbonato basico di piombo) utile a imbiancare le gote.

32

Pensasti assai a te medesmo, or per poco volgi le tue cure ad altro obietto non indegno di te. Sai che il ciel destina al giovin signore (una) compagna con cui possa dividere il lungo peso di questa vita

inerte. Impallidisci?

Costruzione

Assai pensasti a te medesmo; or volgi

Le tue cure per poco ad altro obbietto

Non indegno di te. Sai che compagna

Con cui divider possa il lungo peso

Di quest’inerte vita il ciel destìna

Al giovane Signore. Impallidisci?

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 275-280

33

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 275-280

Parafrasi

Ti prendesti fin troppa cura di te stesso, ora per poco rivolgi le tue

attenzioni ad altro oggetto meritevole. Sai che il fato ha destinato al giovane signore una compagna con cui possa condividere il duraturo peso di questa vita oziosa. Ne sei turbato?

34

Word Cloud

Quale/i figura/e retorica/he compare/compaiono in questo passo? (max 2)

Assai pensasti a te medesmo; or volgi

Le tue cure per poco ad altro obbietto

Non indegno di te. Sai che compagna

Con cui divider possa il lungo peso

Di quest’inerte vita il ciel destìna

Al giovane Signore. Impallidisci?

35

Non parlo di nozze: sarei dottor antiquo e vieto se io dessi a te consiglio così folle. Tu non orni così lo spirito e i membri di tant’alte doti perché in mezzo a la tua nobil carriera debbi sospender ’l corso, e uscendo fuora di cotesto, a ragion, detto Bel Mondo,

Costruzione

No non parlo di nozze: antiquo e vieto

Dottor sarei se così folle io dessi

A te consiglio. Di tant’alte doti

Tu non orni così lo spirto, e i membri,

Perchè in mezzo a la tua nobil carriera

Sospender debbi ’l corso, e fuora uscendo

Di cotesto a ragion detto Bel Mondo,

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 281-287

36

Open Ended

Esegui la parafrasi di questo passo:

No non parlo di nozze: antiquo e vieto

Dottor sarei se così folle io dessi

A te consiglio. Di tant’alte doti

Tu non orni così lo spirto, e i membri,

Perchè in mezzo a la tua nobil carriera

Sospender debbi ’l corso, e fuora uscendo

Di cotesto a ragion detto Bel Mondo,

37

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 281-287

Parafrasi

Non parlo di matrimonio: sarei un precettore antiquato e con idee

lontane dal presente se ti dessi un consiglio così scellerato. Tu non arricchisci in questo modo l’animo e il corpo per (poi) bloccare sul più bello la tua nobile carriera (quella dello scapolo) e uscir quindi da questo, opportunamente definito, «bel mondo» (la società aristocratica).

38

Multiple Choice

Quale figura retorica compare in "antiquo e vieto"?

1

Endiadi / Dittologia sinonimica

2

Latinismo

3

Chiasmo

4

Sinalefe

39

ti giacci relegato in tra i severi padri di famiglia, avvinto a un nodo più penoso (angoscioso) di giorno in giorno, e fatto ignobile stallone de la razza umana.

Costruzione

In tra i severi di famiglia padri

Relegato ti giacci, a un nodo avvinto

Di giorno in giorno più penoso, e fatto

Stallone ignobil de la razza umana.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 288-291

40

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 288-291

Parafrasi

(e perché) tu sia posto in esilio tra i rigidi padri di famiglia, legato da un nodo che si fa di giorno in giorno più angoscioso, e reso volgare

stallone della razza umana.

41

Multiple Choice

Cosa si intende per "stallone de la razza umana"?

1

Rappresentazione della forza

2

Rappresentazione della volgarità

3

Rappresentazione della capacità riproduttiva

4

Rappresentazione della velocità

42

Fill in the Blank

Quale figura retorica si cela dietro "Stallone ignobil"?

43

D’altra parte, ahi, quanto spiace il Marito e move lo stomaco ai delicati abitatori del vostro leggiadro Orbe qualor osa portar in

ridicolo trionfo la Fe’ rimbambita, la Pudicizia de’ semplicetti nostri avoli, severi nomi!

Costruzione

D’altra parte il Marito ahi quanto spiace,

E lo stomaco move ai dilicati

Del vostr’Orbe leggiadro abitatori

Qualor de’ semplicetti avoli nostri

Portar osa in ridicolo trionfo

La rimbambita Fè, la Pudicizia

Severi nomi!

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 292-298

44

Open Ended

Esegui la parafrasi di questo passo:

D’altra parte il Marito ahi quanto spiace,

E lo stomaco move ai dilicati

Del vostr’Orbe leggiadro abitatori

Qualor de’ semplicetti avoli nostri

Portar osa in ridicolo trionfo

La rimbambita Fè, la Pudicizia

Severi nomi!

45

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 292-298

Parafrasi

D’altra parte, ahi, quanto rincresce il marito e (quanto) suscita

disgusto agli aggraziati abitatoti del vostro soave modo quando osa portare in grottesco trionfo [= elogiare] la Fedeltà adatta a persone rimbecillite e la Pudicizia, rigidi nomi dei nostri ingenui antenati.

46

Fill in the Blank

Quale figura retorica disciplina "Fé" e "Pudicizia"?

47

e qual bile non suole eccitar a forza (suscitare) in que’ melati seni (sdolcinati animi) quando gongolando ricorda i vili calcoli del castaldo (amministratore), le vendemmie, i ricolti, i pedagoghi di que’ suoi bambini altrui sì dolci;

Costruzione

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 298-303

e qual non suole a forza

In que’ melati seni eccitar bile

Quando i calcoli vili del castaldo,

Le vendemmie, i ricolti, i pedagoghi

Di que’ sì dolci suoi bambini altrui,

Gongolando, ricorda;

48

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 298-303

Parafrasi

E quale amarezza è solito suscitare inevitabilmente in quegli animi dolci

come il miele quando gioendo richiama i meschini calcoli dell’amministratore, le vendemmie, i raccolti e i maestri di quei tanto deliziosi bambini suoi ma cresciuti da altri;

49

ANALISI LINGUISTICA

v. 299: «melati»

dal latino melati per “mielati”

50

Word Cloud

Quale figura retorica compare in questi versi? (max 2)

e qual non suole a forza

In que’ melati seni eccitar bile

Quando i calcoli vili del castaldo,

Le vendemmie, i ricolti, i pedagoghi

Di que’ sì dolci suoi bambini altrui,

Gongolando, ricorda;

51

e non vergogna di mischiar cotai fole a subbietti peregrini (argomenti non comuni / preziosi), a nuove forme del dir, a concetti sciolti da freno volgar (liberati dall’autocontrollo morale) onde s’avviva il vostro amabil Globo da’ begli spirti.

Costruzione

e non vergogna

Di mischiar cotai fole a peregrini

Subbietti, a nuove del dir forme, a sciolti

Da volgar fren concetti onde s’avviva

Da’ begli spirti il vostro amabil Globo.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 303-307

52

Open Ended

Esegui la parafrasi di questo passo:

e non vergogna

Di mischiar cotai fole a peregrini

Subbietti, a nuove del dir forme, a sciolti

Da volgar fren concetti onde s’avviva

Da’ begli spirti il vostro amabil Globo.

53

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 303-307

Parafrasi

e non (prova) vergogna nel mescolar simili sciocchezze ad argomenti

non comuni, a neologismi, ad argomenti libertini dai quali trae brio per opera di fascinosi spiriti il vostro mondo adorabile.

54

Pera dunque chi a te consiglia nozze.

Ma non però andrai senza compagna, che fia giovane dama, e sposa altrui; poiché sì vuole rito inviolabile del Bel Mondo onde tu se’ cittadino.

Costruzione

Pera dunque chi a te nozze consiglia.

Ma non però senza compagna andrai

Che fia giovane dama, ed altrui sposa;

Poichè sì vuole inviolabil rito

Del Bel Mondo onde tu se’ cittadino.

Testo

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 308-312

55

Giuseppe Parini, Il Mattino
vv. 260-265

Parafrasi

Muoia dunque chi a te consiglia di unirti in matrimonio. Ma di certo

non resterai senza compagna, che sarà una giovane dama e sposa di altri, e questo perché così vuole un’usanza inviolabile del Bel Mondo di cui tu sei cittadino.

56

Osservazioni stilistiche

- presenza massiccia di enjambment: decostruzione del rapporto tra unità metrica e struttura logico-sintattica;

- l’eleganza e la rarità del testo sono affidate alla maggior pregnanza del lessico poetico, in cui è ravvisabile il ricorso frequente alla cultura classica (presenza di classici antichi, in particolare Virgilio, Orazio, Ovidio, la mitologia) e reso meno generico proprio dall’assenza della rima;

57

Spunti per il commento

- la raffinatezza stilistica è funzionale all’impianto antifrastico della narrazione, proprio del genere satirico-didascalico; l’antifrasi sta alla base del processo dell’ironizzazione;

- descrittività (ipotiposi) che fa risaltare in modo abnorme il dettaglio (particolari fisici, accessori del vestiario, ecc.); rallentamento dei tempi;

- forte dimensione teatrale (atti di una recita che si ripete uguale a se stessa).

L'endecasillabo sciolto

media

Show answer

Auto Play

Slide 1 / 57

SLIDE